Riflessione di tristezza
Le vedi quelle stelle all'infinito?
Sono proiettili che crivellano l'Universo
La vedi la Luna?
Ora è sporca per il suo sangue
Cerca di lavare questa torbidità dai tuoi occhi
Prima che la Terra che forse non vedi
Muoia per il dolore
(da "In vita e in morte di queste anime derelitte")
Estratti
Dell'apparenza delle cose
Anni sono passati
Giorni ad uno ad uno
E tante idee si sono susseguite
Nella mia mente
Sempre più stanca ed indecisa
Mentre penso cose che tanti altri
Hanno già pensato
Ci sono persone che muoiono
Ho visto muri crollare
Ed anime frustrate
Che non si capiscono più
Ma poi
Triste mi giro e non voglio più guardare
Sento problemi accanto a me
Mentre tu piangi
Io non so cosa dire
Dalle labbra escono solo parole banali
Ma il sentimento è confuso
Diverso
Morirà con me
E tu non lo saprai mai
Continuerai a piangere
Ascoltando parole banali
(da "In vita e in morte di queste anime derelitte")
21 Marzo
L'armonia è spezzata
Come un corpo
Senza meta
I giorni e le stagioni
Corrono alla rinfusa
Verso il suicidio
(da "Un giorno in più del mondo rappresentato")
Contrordine
L'appanno rende vago ogni sguardo
Lo squarcio nel vetro
Lascia vedere solo le verticali antenne
La linea di mezzo è scomparsa
(da "Un giorno in più del mondo rappresentato")
Invito alla vita bohemienne
Il cielo terso del mondo che vedo
E non tocco
Quello che presto mi accoglierà
Perché si è svelato ai miei occhi e al mio cuore
Ha invaso la mia anima
Ed ogni mio elemento lo rincorre
(da "Nel giardino dell'esistenza")
Sensazione disperata
Ancora
Voluptas mista ad Horror
Mi bagno di vento freddo
Negli ultimi minuti di notte
Calata tra le fronde.
Nostalgia
Come tocco di acqua gelata
Oceano nero
E sconfinato
Mi prende il cuore.
Rabbrividisce l'anima
Alla distanza
Contingente nullità
Di volti
muri
Anni perduti
(da "Nel giardino dell'esistenza")
Il cielo è più profondo
Dove ondeggiano al vento
Le chiome intense dei vecchi alberi
La processione continua muta
Di solitari accumuli nuvolosi
Sul bianco velo celeste
La leggerezza potente delle nere ali
Ad abbandonarsi e ribellarsi
Alle correnti impetuose
Che primavera lancia
Al freddo inverno sonnolento.
Emerge vittoriosa
L'irrequieta passione
Sui mesi dal torpore
Pervasi.
(da "Nel giardino dell'esistenza")
Sempreverde
Le tue labbra
Hanno il sapore
Delle lacrime
Che ci coprono il viso
Nel salutarci
Il bacio della separazione
E' intenso
Di promesse
E di ricordi
Ricordi della mente
Promesse del cuore
Malinconia e speranza
Foglie e radici.
La mia forza è nei tuoi occhi
Luce un amore
Senza inverni
(da "I cancelli dell'estasi")
Impossibile
Ti amo
Così dolcemente come il suono
Dello zufolo di Pan
"ai cancelli dell'alba"
Sensuale come il rosso della canasta
In uno scrigno di blu
Velluto
Un lieve palpitare di desiderio e sentimento
Che mi sorprende
Nell'incrociare il tuo sguardo
Visione e peccato
Sei
Senza sapere quanto mi turbi il cuore
Rapito in estasi
E derelitto
A tuo ignaro comando
(da "I cancelli dell'estasi")
Paesaggio
Differenze appena percettibili
delineano a tratti
scintillanti di blu
la prospettiva dell'orizzonte,
ripetuta nel mantra effervescente
della fine acqua di riva.
Su dune taglienti di conchiglie
zaffiro fuso ma gelido
ondeggia.
D'onde arriva il grido?
Confuso nella nebbia
è solo troppo tardi
Intelleggibile
(da "Lunare")
Ella
Scruto
Con verdi occhi
L'affiancarsi di freddi colori
Nell'immenso
Con sottile distinzione di chiaro/scuro
Si svolgono le facce della luna
Diafana capsula d'intangibilità
Distacca
Le pallide espressioni
Al di sopra di un mondo
Vivido
Ma già in umano
Surrogato
(da "Lunare")
Autunno
Colori cupi
E intensi
Investono la terra
Pesanti frutti
Pendono spogli dai rami
Come soli infuocati
Che cadono nel crepuscolo
Senza l'aureola del tramonto
Caldi tappeti e umidi
Vino
Ambra e rubino
Invito cortese
Al sommesso silenzio
Che attraversa le spire d'inverno
Qui annunciate
Tra umidi tronchi neri
E il vivace scricchiolare di foglie
Gitane d'estate
(da "Stampe romagnole")
Pomeriggio romagnolo
Schioccano le ruote
Su bianche stradine sassose
Snodate
Nella soleggiata agreste
Solo uccelli e fronde
Sono i musici cantori
Della fatica del viandante
Contro vento
Fatica ripagata
Dagli intensi colori dell'estate
Le cime alte dei pioppi
Come pennelli
Su un cielo compatto
E rossi papaveri
Tra i rovi di un fosso.
Isolato un casolare
E nella quiete campestre
Consumare
Un amore proibito
(da "Stampe romagnole")
Vorrei su quella barca
Indefinitamente
Veleggiare
Gonfio nel vento
Rosso
Panno
Che mi porti
Lontano... da me stessa
Profuga
Fuggita da un'umanità troppo stretta
Che mi distrugge
Con le sue catene.
Laggiù
La donna che parla da sola
In costume si bagna di sole
E conversa
Con gli spiriti dell'aria
Sorride sempre
Col suo carico di bicicletta.
E allora dove alberga la miseria
In libera follia
O
In decorosa disperazione?
(da "...Tra...")
Risveglio
Veramente
Camminiamo
Su una lama sottile e tagliente
Col precipizio che incombe
Tetro
Perché?
Che ne è della dolcezza del vento
Che smuove dune dorate di sabbia
Del tuo riso incosciente
Mescolato alle onde del mare
(da "...Tra...")
Magia della pineta in prima sera
Non importa intensamente
Ascoltare
Lo svolgersi del volo
Di una farfalla
L'inseguire trepidi l'ombra
Di un insetto rasente il sentiero
Che brusco sceglie l'erba
E ci abbandona
E' invece il pensiero
Che si dilegua rarefatto tra la boscaglia
Ed ogni movimento e suono
Coglie
Non più costretto nelle sue umane spoglie
Morbido come la luce
Che rimbalza sulle foglie
Facendo tracimare
Uno spirito estasiato
E incautamente perso
(da "...Tra...")
I paradisi lontani
Ombre
Riflettenti l'infinito
Nello specchio fatato d'acqua
Vaga immagine di nebbia fumosa
E bassa
Dal tunnel
Su barche e fosche nubi
Aleggiano i fantasmi del passato
Imprigionati
In magici castelli
Lontani
Nelle valli d'incantesimo
(da "Gotica")